Costruito alla fine del XVIII secolo, il complesso architettonico fungeva da base per chiostri, celle, infermerie, aule, biblioteche e una chiesa. Era amministrato dai frati Recolletti che presero in carico le attività del complesso nella Valle Ermita dopo i terremoti di Santa Marta. Dopo la mobilitazione, l'edificio fu abbandonato. In seguito divenne sede di una fabbrica di sapone e di un complesso sportivo.

Horario
Da lunedì a domenica: 9 - 17 ore
Hours
Monday to sunday: 9 – 17 h
Pago por ingreso
Q.5 (guatemaltecos), Q.50 (extranjeros) y gratis para estudiantes con carnet
Admission fee
Q.5 (guatemalans), Q.50 (foreigners) and free entry for students with ID
Costruito alla fine del XVIII secolo, il complesso architettonico fungeva da base per chiostri, celle, infermerie, aule, biblioteche e una chiesa. Era gestito dai frati Recolletti, che hanno ripreso le attività del complesso nella Valle de la Ermita dopo il terremoto di Santa Marta. Dopo il trasferimento, la proprietà fu abbandonata. In seguito, divenne sede di una fabbrica di sapone e di un complesso sportivo.
Nelle maestose rovine di La Recoleccion, le installazioni site-specific da Igor Grubić y Aquilone esplorare la resilienza, la migrazione culturale e l'interconnessione spirituale.
Igor Grubić, nel chiostro principale, reimmagina ‘L'albero del mondo’ come metafora di sopravvivenza e rinascita. Egli posiziona la piantagione come un atto radicale di recupero in un mondo fratturato, allineandosi al tema della Biennale e inquadrando ‘L'albero del mondo’ come un invito a coltivare l'empatia, la resilienza e la trasformazione.
Kite trasforma le interviste a musicisti sperimentali locali in una partitura grafica ispirata alle geometrie del popolo indigeno Lakota, attingendo ai loro sogni per tracciare una visione condivisa di territorio, memoria e spiritualità.
Attraverso gli interventi di Kite e Grubić, siamo invitati a immaginare un mondo in cui i semi della creatività, della cultura e della connessione germoglino, contribuendo in ultima analisi a un'esistenza armoniosa all'interno del vasto ecosistema rappresentato da ‘The World Tree’.
Presso le maestose rovine di La Recolección, le installazioni site-specific di Igor Grubić e Aquilone esplorare la resilienza, la migrazione culturale e l'interconnessione spirituale.
Igor Grubić, nel chiostro principale, reimmagina ‘L'albero del mondo’ come metafora di sopravvivenza e rinascita. L'artista posiziona la piantumazione come un atto radicale di bonifica in un mondo fratturato, allineandosi al tema della Biennale e inquadrando ‘L'albero del mondo’ come un invito a coltivare l'empatia, la resilienza e la trasformazione.
Kite trasforma le interviste a musicisti sperimentali locali in una partitura grafica ispirata alle geometrie degli indigeni Lakota, attingendo ai loro sogni per tracciare una visione condivisa di territorio, memoria e spiritualità.
Attraverso gli interventi di Kite e Grubić, siamo incoraggiati a immaginare un mondo in cui i semi della creatività, della cultura e della connessione fioriscano, contribuendo in ultima analisi a un'esistenza armoniosa all'interno del vasto ecosistema che ‘L'albero del mondo’ rappresenta.
