5

Casa Ibargüen

Questo edificio fu inaugurato nel 1778 come proprietà di Mariano Beltranena y Llanos, uno dei firmatari dell'Atto di Indipendenza del Guatemala ed ex presidente ad interim della Repubblica Federale dell'America Centrale. Nel corso del XIX secolo, l'edificio ha avuto diverse destinazioni d'uso, tra cui quella di luogo in cui membri dell'aristocrazia e politici si riunivano per celebrare l'indipendenza della Repubblica guatemalteca. Anni dopo, fu la sede della prima filiale del Banco Reformador. Oggi lo spazio è utilizzato per attività artistiche e culturali.

7 Avenida 11-66, zona 1

Horario

Da lunedì a venerdì: 8 - 16 ore
Sábado: 8 – 12 h

Hours
Monday to friday: 8 – 16 h
Saturday: 8 – 12 h

L'edificio fu inaugurato nel 1778 come proprietà di Mariano Beltranena y Llanos, uno dei firmatari della Dichiarazione d'Indipendenza del Guatemala ed ex presidente ad interim della Repubblica Federale dell'America Centrale. Nel corso del XIX secolo, il recinto ha avuto diverse funzioni, tra cui quella di spazio in cui i membri dell'aristocrazia e della classe politica si riunivano per celebrare l'indipendenza della Repubblica guatemalteca. Anni dopo, divenne la sede della prima filiale del Banco Reformador. Attualmente, lo spazio ospita una serie di attività artistiche e culturali.

Informazioni sugli artisti presenti nel locale

A Casa Ibargüen, ‘L'albero del mondo’ incarna le narrazioni intrecciate di storia, identità, memoria e resistenza.  

All'interno di questo spazio, Elyla intraprende un viaggio profondo per ricostruire un'identità frammentata da secoli di silenzio tra le comunità Chontal del Nicaragua e di Oaxaca, configurando così un paesaggio simbolico, cerimoniale e politico in cui corpo, terra e memoria si intrecciano.  

Creando un'installazione aerea immersiva attraverso l'azione collettiva di intrecciare mappe, Sonia E. Barrett sovverte la cartografia tradizionale per proporre una nuova geografia interconnessa delle relazioni umane, dei legami sociali e degli scambi culturali.  

Attingendo al loro patrimonio culturale e alle loro esperienze personali, Elyla e Barrett costruiscono una narrazione avvincente di recupero, resistenza e rinnovamento culturale. Rivendicano e difendono criticamente la lingua, la spiritualità e le tradizioni che sono state sistematicamente represse per secoli dal colonialismo e dalla violenza.   

Le loro opere riflettono le dinamiche sociali, culturali, politiche ed ecologiche delle loro identità nella società contemporanea, affrontando gli impatti persistenti delle nuove forme di colonialismo e le restrizioni imposte dai binarismi di genere.  

Informazioni sugli artisti di questa sede

A Casa Ibargüen, ‘L'albero del mondo’ incarna le narrazioni intrecciate di storia, identità, memoria e resistenza. 

All'interno di questo spazio, Elyla intraprende un viaggio profondo per ricostruire un'identità frammentata da secoli di silenzio tra le comunità Chontal in Nicaragua e Oaxaca, configurando così un paesaggio simbolico, cerimoniale e politico in cui il corpo, la terra e la memoria si intrecciano. 

Creare un'installazione aerea immersiva attraverso l'azione collettiva di intrecciare mappe, Sonia E. Barrett sovverte la cartografia tradizionale per proporre una nuova geografia interconnessa delle relazioni umane, dei legami sociali e degli scambi culturali. 

Attingendo al loro lignaggio culturale e alle loro esperienze personali, Elyla e Barrett creano una narrazione avvincente di recupero, resistenza e rinnovamento culturale. Rivendicano e difendono criticamente la lingua, la spiritualità e le tradizioni che sono state sistematicamente soppresse per secoli dal colonialismo e dalla violenza.  

 Il loro lavoro riflette le dinamiche sociali, culturali, politiche ed ecologiche delle loro identità all'interno della società contemporanea, affrontando gli impatti duraturi delle nuove forme di colonialismo e le limitazioni imposte dai binari di genere. 

 

Mapa de la sede